La Citta'

Antichissima deve essere la fondazione di Cesa: il più antico documento che ne accerta l'esistenza è un diploma dei principi Pandolfo I e Landolfo III di Capua, risalente all'anno 964 d.C. Cesa fu indubbiamente una delle minuscole contrade della Liburia atellana, che visse una storia agreste senza alcunché di notevole. Diverse sono le ipotesi sull'etimologia del nome. Una leggenda narra di una pietosa donna chiamata Cesa che curava i feriti e dava sepoltura, proprio nel luogo dove ora sorge Cesa, ai morti nelle guerricciole che imperversavano nel campo atellano degli osci. Il nome Cesa trae origine da una voce latina, caesus, dal verbo caedere (tagliare). Infatti Cesa sorgeva come borgo dell'antica Atella, e di conseguenza tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione. Un'etimologia egualmente attendibile, e risalente alla stessa radice latina dal verbo caedere, deve ricercarsi nel fatto che Cesa in origine fu un terreno boschivo e che, in seguito ad un'opera di paziente dissodamento, quel terreno fosse stato chiamato Cesa da silva caesa (selva tagliata). Posta, quindi, questa più attendibile versione sull'etimologia di Cesa, niente o poco si sa sulla sua più remota storia. Dovette, però, vivere e subire con i suoi pochissimi abitanti tutte le vicende della morente Atella e, più tardi, della nascente Aversa, poiché, dopo il Mille, Cesa fu per lungo tempo un casale della città normanna, appartenuto prima al feudo del conte Roberto di Sant'Agata, e successivamente ai Carafa, ai Villano, ai Palomba, ai Del Tufo e ai Maresca, che ne furono gli ultimi proprietari.